Scusatemi, ma debbo concentrarmi un pò, come gli atleti, in questa Olimpiade della solidarietà. E' difficile per me, quando mi trovo in mezzo ad un gruppo di persone, di personalità e specialmente in mezzo a gente così nobile e generosa come voi.
Debbo incominciare chiedendo scusa per il ritardo, perché tutto si è organizzato presto, tutti eravamo pronti, ma l'organizzazione delle misure di sicurezza, può darsi, hanno ritardato un po’ l'attività. In ogni modo, io ero protetto da una corazza molto forte, ancora più forte di quella usata lo scorso anno a Gerusalemme: è' lo scudo che possiamo chiamare "scudo dell'amore", se mi permettete di usare una parola poetica, che alcuni uomini mi hanno offerto per tutta la vita; è lo scudo della coscienza degna, lo scudo di sapere che quello che si fa è giusto.
La vostra presenza, e le vostre idee sono la massima protezione. So che sono qui assieme con coloro che rappresentano le principali organizzazioni di solidarietà con Cuba, che sono tante, e tutti mi hanno detto che in Italia il movimento di solidarietà con la nostra patria è uno dei più forti ed uno dei più organizzati. E che cosa posso dirvi? Non precisamente grazie, perché quello che voi fate vale molto di più di un semplice grazie.