• +39 339 5026936
  • istitutomeme@istitutomeme.it
Istituto MeMe Fondazione Mario Brunetti
  • Home
  • Chi Siamo
  • Iniziative
  • Itinerari oggi
  • Notizie dal Mondo
  • eShop
Sign In

Info

  • Statuto
  • Organismi
  • Notizie
  • FAQ

Iniziative

  • Itinerari Gramsciani
  • Legge 482/99
  • Premio di Pittura
  • Protocollo UNICAL

Risorse

  • Pubblicazioni
  • Area Riservata

Organizzazione dell'evento culturale

La struttura organizzativa, che è già attiva, costituita anche da competenze ed esperienze acquisite in 15 anni di attività nel corso dei quali è stata trovata un funzionamento che poggia soprattutto sullo spirito volontaristico di giovani e intellettuali che hanno dato una organizzazione efficiente alla loro esigenza di approfondimento di tematiche di cui sono attenti ricercatori e, quindi, portatori di un interesse concreto che possono trovare soltanto nell’impegno concreto in una struttura senza fini di lucro. Come si evince da tutto il ragionamento contenuto in questo modulario e che è, ormai divenuto di conoscenza collettiva, gli elementi di base vengono coordinati in due sedi attrezzate e finalizzate all’attività culturali e specificamente agli "Itinerari gramsciani": la sede centrale di Cosenza (via Don Marano nr 4- piano terra- in cui è rintracciabile qualsivoglia materiale di ricerca sul Mezzogiorno) ove è allocata la "Dirigenza generale" e le strutture necessarie attraverso cui si esplica la ricerca e il coordinamento complessivo del lavoro. La sede è quella indicata ed in MeMe, ai fini di una semplificazione della corrispondenza è provvista di una Casella Postale che accoglie i materiali in arrivo. Nella sede centrale si riuniscono ed operano, oltre agli organi dirigenti, il comitato scientifico; la commissione di ricerca e di direzione organizzativa; le commissiono che, di volta in volta, si riuniscono per verificare l’andamento del lavoro specifico ad ognuno assegnato. In questa sede è concentrato il materiale che fa del MeMe una Struttura di ricerca e di promozione culturale: una libreria di alcune migliaia di testi; documenti di attualità economica; documenti sull’attività parlamentare; ogni possibile materiale di ricerca sulla questione meridionale. Da qui si diparte l’articolazione della struttura organizzativa. Alla base dell’attività - ovviamente anche di quella riguardante l’Evento presente sta la divisione di responsabilità specifiche a cui, assieme ad un responsabile si aggiungono giovani e ragazze interessate alla realizzazione del progetto di che trattasi. I gruppi sono diretti e coordinati dai seguenti responsabili per materie: il responsabile del settore tecn9icvo informatico, dedicato al funzionamento del sito internet, del giornale on-line; del collegamento con altri siti, socializzando notizie e materiali utili, sollecitando, anche contributi esterni di approfondimento delle notizie. Il sito, oltre a collegare l’attività del MeMe con le iniziative culturali e, nel caso specifico della preparazione della 15° edizione degli "Itinerari gramsciani", opera da punto di coagulo con corrispondenti periferici, con la stampa, e con "Lisi i arbërit" di Tirana, ala importante dell’organizzazione per i problemi culturali che collegano la Calabria (e più in generale il Sud) con l’area balcanica; un gruppo di lavoro con un responsabile che segue direttamente gli aspetti linguistici dell’attività del MeMe, in rapporto alla presenza di italo-albanesi di vecchio insediamento; di albanesi di recente immigrazioni (con tutti i problemi che comporta); gli albanesi provenienti dalle aree albanesi come la Macedonia, il Kossovo, ecc., facendo degli arbëresh uno strumento di cerniera con quei paesi; un responsabile della stampa e di collegamento con i mass-media; un responsabile delle questioni finanziarie; un responsabile, che opera con quello della stampa che segue i testi della "Collana dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo" che pubblica il materiale di ricerca e quelli inerenti alle conclusioni delle attività culturali, un collaboratore per la traduzione in lingua albanese e inglese in occasione degli itinerari; il direttore del comitato scientifico che, col suo gruppo esprime un giudizio sulla scientificità del materiale prodotto.
La seconda sede, a Plataci, ha esclusivamente compiti organizzativi degli eventi "Itinerari gramsciani" e con esso "Premio Mediterraneo di Pittura - Maria Brunetti", al centro, quest’anno, della presente proposta. A questa attività organizzativa è preposto un responsabile specifico che per le attività, utilizza oltre alle forze del MeMe - con l’accordo col Sindaco che collabora, come amministrazione per la realizzazione degli eventi- anche lao sportello linguistico comunale e per il periodo necessario alla realizzazione ultima della manifestazione i lavori socialmente utili nel Comune.
A questo sforzo di mobilitazione organizzativa del MeMe si aggiunge la messa a disposizione del contributo proveniente dal comune per la migliore realizzazione dell’iniziativa.
Con la istituzione del premio di Pittura mediterranea; in occasione della gara che si tiene, non solo a Plataci è stato indicato un direttore artistico dell’evento il prof. Gianni Mazzei esperto e studioso della materia.

Le edizioni precedenti

Si è già parzialmente dato risposta alle domande poste nelle schede precedenti. Seppure, già dalle notizie fornite si può avere un idea di cosa sia, cosa fa e che finalità si propone il MeMe, tuttavia, nel momento in cui si ritiene utile chiedere maggiori approfondimenti che si evidenziano nella scheda, si può sinteticamente dare le seguenti e ulteriori risposte alle domande del modulario.
Gli "Itinerari gramsciani" sono stati istituiti nel 1999 a conclusione di una ricerca portata avanti da un gruppo di lavoro, coordinato dal Presidente del MeMe, l’On Mario Brunetti, che non solo ha documentato le origini italo-albanese di Antonio Gramsci, ma anche che egli era calabrese( e non Sardo pur essendo nato ad Ales in Sardegna) e, precisamente di Plataci (CS), paese di origine albanese di antico insediamento.
Lo stupore nel mondo intellettuale nazionale fu nell’accertare l’inattesa scoperta; tuttavia, il Biografo di Gramsci non poteva fare altro che prenderne atto e nell’ultimo dei suoi libri - Giuseppe Fiori, "Gramsci attraverso le lettere" - ha formalizzato i dati della ricerca affermando che sui "Gramsci in Calabria si possono trovare notizie e documenti inediti in Mario Brunetti nella Sinistra meridionale" accreditando, dunque, i nuovi dati storiografici.
In questa prima edizione gli "Itinerari gramsciani" sono stati formalizzati con un Convegno Internazionale di Studi in cui hanno partecipato alcuni importanti politici e giornalisti italiani come Bertinotti, Occhetto, Valentino Parlato ecc. che si sono confrontati su elementi teorico-politici sull’contesto descritto in cui è vissuto Gramsci. Su questa piattaforma introdotto dal presidente Brunetti si è innestata la informativa sulla provenienza del ceppo Gramsci che il successivo percorso da Roma alla Sardegna. Erano altresì presenti a quel Convegno alcuni rappresentanti esteri, studiosi del pensiero di Gramsci e della questione meridionale tra cui uno storico albanese e un docente dell’Università di Atene.
L’obbiettivo di quella prima edizione è stata quella di socializzare le nuove notizie sulla origine di Gramsci, cogliendo l’occasione di una prima verifica dei nuovi termini della questione meridionale. Grande è stato il successo di quella iniziativa che si è tenuta a Plataci e che, però, ha coinvolto diverse località del territorio sia sul terreno della preparazione, sia per iniziative specifiche in Comuni diversi tra loro.
Le finalità delle iniziative, come si è accennato erano quelle di ufficializzare l’evento storico, determinando con certezza che la provenienza della famiglia Gramsci era di Plataci dato questo fino a quel momento assolutamente sconosciuto.
Come è possibile comprendere un tipo di Convegno Internazionale di questo respiro, ha coinvolto una struttura organizzativa formata da dirigenti di problematiche in discussione, da un equipe di volontariato, dalla collaborazione sia dello "Sportello linguistico" e dai lavoratori socialmente utili indicati per questi servizi.
La manifestazione finale si è chiusa, come di consueto con una rappresentazione folclorica e di canti popolari arbëresh che hanno coinvolto migliaia di persone presenti.
Gli Atti e i documenti sono stati pubblicati in un numero monografico di Sinistra Meridionale.
Nel quadro generale di impostazione del lavoro, anche in affinità con i contenuti dello statuto dell’ente le iniziative hanno riguardato tutte le indicazioni tematiche di carattere regionale. Per dare una idea dello svolgimento complessivo del lavoro del MeMe richieste al punto 3.2, si riportano, anno per anno i temi dei convegni internazionali tenutisi, prevalentemente nel mese di luglio e i rapporti Enti Pubblici sia calabresi e delle zona dell’Alto Jonio con aree esterne che, comunque, si muovevano dentro le finalità "dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo".
Iniziative precedenti:
1.-Anno 2001. Convegno tenuto a Plataci nel mese di Luglio, ma che era stato preceduto da iniziative preparatorie sul territorio "Il coraggio della coerenza". Una ricerca di interventi parlamentari, inerenti le condizioni del Mezzogiorno e della Calabria. La scelta di questo primo incontro è servito ad affrontare una discussione propedeutica al dibattito sul programma generale di approfondimento della "Nuova questione Meridionale". L’iniziativa si è svolta a luglio ed ha investito il territorio portando, per la prima volta, nel dibattito l’espressione della realtà sociale drammatica.
2.- luglio 2002 "La cultura come risorsa", una sfida di cooperazione transfondaliera tra Calabria e l’Albania per fare delle minoranze linguistiche e delle risorse ambientali una comune potenzialità di sviluppo.
Il tema del Convegno degli "itinerari Gramsciani", tenuto a Plataci il 16 luglio 2002 mirava a creare le condizioni di un impegno di ricerca comune dei beni non commerciabili (esempio acqua, ambiente, ecc.) per attivare un processo di sviluppo sostenibile;
3.- 20 luglio 2003 "Riflessione sul mezzogiorno". Convegno degli "Itinerari gramsciani" su una riflessione complessiva dei problemi del Mezzogiorno, con un approfondimento al suo interno della situazione calabrese. In questo contesto sono state esaminate le forze sociali in campo, evidenziando le gravi condizioni di degrado della zona.
4.- luglio 2004 "Convegno sull’Emergenza Ambientale": un tentativo di coinvolgere paesi dell’area del mediterraneo che hanno problemi comuni e, dunque, la necessità di dar voce a questi problemi attraverso un programma comune in rapporto ad una nuova politica Europea. Una proposta, cioè, tendente ad aprire un confronto con le autorità nazionali ed Europe partendo da una grave condizione di inquinamento ambientale che ha posto il problema delle scorie radioattive, dell’uranio impoverito a seguito delle guerre balcaniche, l’amianto ed altro. Temi questi che hanno coinvolto un numero alto di studiosi della materia sia italiani che albanesi.
5.- luglio 2005 Convegno sulle minoranze linguistiche che si è concluso con la pubblicazione del libro "Dalla negazione al riconoscimento". La condizione giuridica delle minoranze linguistiche". Partendo dalla valutazione della massiccia presenza degli italo-albanesi di antico insediamento in Calabria, si è voluto affrontare una discussione sulle leggi 482/99, mettendo in guardia le autorità locali e internazionali dei rischi dello svuotamento della medesima che, intanto, subisce quotidianamente lesioni e sottovalutazioni.
Queste discussione ha dato l’occasione per una lettura della Costituzione italiana sui temi delle identità, delle guerre, della necessità di porre fermamente la difesa delle identità "altre" come grande fatto di Democrazia.
6. - 22-23 luglio 2006 "Passato e presente". - Identità minoritarie, Mediterraneo, questione meridionale. Questo il tema del Convegno che ha coinvolto il comportamento e il ruolo degli arbëresh nel periodo preunitario e unitario che hanno contribuito all’Unità d’Italia e all’Indipendenza d’Albania. Il tema ha richiamato anche il ruolo del trasformismo nella storia d’Italia che ha creato anche un fenomeno nuovo tra le minoranze: il largo tentativo di cooptazione degli intellettuali attivi nei comuni in cambio dell’abbandono dell’attivismo attorno alla richiesta di difesa della propria identità. È questo il fenomeno più deleterio proprio perché ha indotto questi intellettuali "pagliette" ad abbandonare la strada della rappresentanza popolare in cambio di una casacca governativa.
7. - 21 luglio 2007 "Gli anniversari che ci parlano". Su questo tema il Convegno ha raccolto numerose personalità, politici e forse sociali per discutere di due avvenimenti posti all’attenzione dal MeMe che sono: il decimo anniversario della Fondazione degli "Itinerari gramsciani"; e, il ventesimo anniversario della nascita della rivista "Sinistra Meridionale" straordinariamente importante per un ragionamento sull’attualità del pensiero gramsciano. Un excursus degli avvenimenti, visti dall’ottica gramsciana ha portato ad analizzare errori e conseguenze di linee politiche sbagliate, anche da sinistra che sono state determinanti nell’approfondimento degli squilibri territoriali e, soprattutto, dello squilibrio Nord Sud. Da qui è partita la necessità di rilanciare la questione Meridionale come nuova questione Mediterranea.
8.- luglio 2009 "La memoria cosmopolita del Mediterraneo" è stato il tema posto al centro del dibattito che porta a constatare come oggi essa non può che essere vista in funzione al nuovo ruolo che ha il Mediterraneo per le nuove condizioni geopolitiche Internazionali. Nell’ambito di un discorso di approfondimento di questo genere il mediterraneo è stato visto non come luogo dei miti ma come punto caratterizzante il senso del "limite" delle popolazioni in viaggio su quel mare, spesso divenuto un luogo di morte.
9.- luglio 2010 La tredicesima edizione degli "Itinerari gramsciani" tenutesi nel luglio del 2010 ha discusso su un punto che costituisce elemento di gravità per tutto il Mezzogiorno: una presunta intenzione sull’esistenza di una "emergenza settentrionale". Il tema del Convegno che sintetizzava la materia della discussione era il seguente: "Il passato pesa sul presente". Il tentativo è stato quello di contestare una assurda teoria secondo cui per motivi di indole o biologici il mezzogiorno sarebbe l’ostacolo allo sviluppo del Nord. Conseguentemente c’è chi, valutando senza ragionevolezza storica lo poneva, drammatizzando la situazione del Nord di concentrare ogni risorsa al nord per impedire lo smantellamento industriale. La lettura in contro luce degli eventi storici che hanno caratterizzato la storia d’Italia si è inteso a respingere con dati storici reali che la genesi della questione Meridionale e della nascita dello sviluppo ineguale tra Nord e Sud, scaturisce da come si è fatta l’unità d’Italia e dalla scelta di concentrare tutte le risorse nel Regno Sabaudo per puntare sulla industrializzazione del Nord mentre il Mezzogiorno rapinato veniva ridotto in condizioni neo coloniali. Da qui la necessità di proporre quale elemento programmatico centrale per la quattordicesima e quindicesima edizione degli itinerari una rilettura del risorgimento italiano con un approfondimento del ruolo degli arbëresh. Queste iniziative una organizzazione particolare di coinvolgimento di numerosi paesi della provincia e soprattutto i settori scolastici, curiosi di avere elementi di valutazione su una lettura diversa e del processo unitario nel 150 esimo anniversario dell’Unità, a scapito delle popolazioni del Sud.
10.- luglio 2011 La quattordicesima edizione degli "Itinerari gramsciani", l’ultima in ordine di tempo ha affrontato, dentro il tema generale ("Il Risorgimento una rivoluzione conservatrice"), una analisi critica del processo risorgimentale, analizzando le forze in campo (contadini per la terra, agrari in difesa del latifondo, industriali per il potenziamento del Nord, clero, ecc) per indicare con puntualità storica la genesi della questione meridionale che, lungi dall’essere una palla al piede allo sviluppo del Nord è stato l’agnello sacrificale per lo sviluppo diseguale.
Proprio in questa quattordicesima edizione che riguardava il 150 anniversario dell’Unità d’Italia si è aperta una critica abbastanza aspra, seppure educata con il modo di gestione delle celebrazioni da parte del Presidente della Repubblica col quale, soprattutto in merito allo stravolgimento storico degli eventi risorgimentali contenuti nel suo libro "Una e indivisibile", che fa scendere il silenzio sulla concezione gramsciana del Risorgimento.

Altre Informazioni
a- La finalità storico-culturale degli eventi, legati da un filo comune che è quello di introdurre saperi e conoscenze in zone periferiche per evidenziare che solo la cultura può rompere le catene della emarginazione, è che, partendo da una rilettura della questione meridionale in rapporto al mediterraneo, si è inteso riproporre un dibattito sul Mezzogiorno che costituisce il paradigma della crisi della mondializzazione capitalistica (le attuali vicende mondiali, ne sono solo un esempio). Questo sforzo ha ottenuto risultati sorprendenti nel tempo: la conoscenza delle tematiche in discussione annualmente hanno superato i confini non solo della Calabria ma dell’Italia e, soprattutto nel mondo scientifico, queste tematiche sono diventate oggetto di studio nelle Università;
b- I contenuti delle iniziative annuali sono del tutto evidenti: la verifica dei dati reali dello squilibrio Nord Sud e le prospettive del mezzogiorno diventano sempre più drammatiche. All’interno dello stesso Sud le sorti della Calabria, costituiscono il punto di limite di disgregazione culturale economica e sociale;
c- Tutte le manifestazioni degli Itinerari che hanno avuto al centro ogni anno un Convegno Internazionale di verifica sulle tematiche in approfondimento, hanno coinvolto gruppi di ricercatori di studenti universitari di esperti che si sono volontariamente e convintamente collegati alla ricerca.
d- Tutte le manifestazioni scientifiche sono state accompagnate da iniziative a latere, che hanno coinvolto artisti cantautori in manifestazioni folkloristiche e popolari a ciò si aggiunge spesso la proiezione di film, il più possibile attinenti alle materie in discussione e documentari che riguardavano le origini arbëreshe della comunità.
e- È questo elemento che ha allargato al manifestazione a livello territoriale con la partecipazione alle iniziative ai paesi di origine albanese dell’area del pollino.
f- La manifestazione principale si è sempre tenuta nel mese di luglio a Plataci. Tuttavia essa esclusi i primi tre anni si è andata decentrando sul territorio e mole iniziative preparatorie della manifestazione centrale si sono decentrate con dibattiti su temi specifici delle realtà locali (quali il lavoro, i giovani, la storia locale) tanto per fare un esempio si possono ricordare iniziative di estrema importanza fatte a Lungro, Torano Castello, Villapiana lido, Villapiana centro ed altre. In buona sostanza si può dire che gli "Itinerari gramsciani" hanno, ormai, esteso la loro influenza sul territorio, creando una sorta di rete che unisce parte dei paesi della Provincia di Cosenza in un circuito virtuoso consolidato dal collegamento via internet con ogni parte d’Italia e con altri circoli culturali che operano sul territorio nazionale ed in Albania.
Questo lavoro di fruttuoso collegamento fra le varie realtà e che mobilita per alcuni mesi numerosi interessati, ha avuto un potenziamento forte a livello locale e in rapporto con i paesi balcanici, con la costituzione del "Premio Mediterraneo di Pittura - Maria Brunetti", istituito nel 2011 e che ha suscitato interesse in quest’area.
Il lavoro di queste varie iniziative dura almeno 6 mesi (concentrato soprattutto nel mese di aprile - maggio - giugno - luglio) e si concludono con l’iniziativa finale della seconda decade di Luglio a Plataci.

Il Premio Mediterraneo di Pittura

PREMIO MEDITERRANEO DI PITTURA "MARIA BRUNETTI"
Da parte del MeMe, oltre alle responsabilità distribuite all’interno del Consiglio direttivo, il lavoro volontario è suddiviso in settori di responsabilità, in modo da garantire la massima efficienza nell’organizzazione.
La fondazione è dotata di un sito internet la cui responsabilità è affidata ad un esperto (Saverio Brunetti). Sia in questo caso che per l’impegno del lavoro di volontariato, nei mesi di preparazione e di realizzazione degli Itinerari, in base alla disponibilità economica, il gruppo direttivo valuta la necessità di un rimborso spese.
Come già indicato nella 14° edizione degli Itinerari gramsciani è stato istituito il "Premio Mediterraneo di Pittura - Maria Brunetti", attraverso il quale si intende realizzare un collegamento con gli altri popoli del Mediterraneo e del bacino del Sud, con i quali è possibile, attraverso la pittura aprire un discorso comune su: questioni sociali, minoranze, ambiente, migrazione, inquinamento ecc. è previsto per questa gara un modesto premio che investe i tre classificati. La fondazione, infine, ha registrato la rivista "Sinistra meridionale" come testata online, pur rimanendo in vita la vecchia testata, frutto della donazione dell’On. Brunetti. Ha altresì dato vita ad una Collana di pubblicazioni sotto la denominazione di 2Collana dell’istituto Mezzogiorno Mediterraneo".
Infine, la Fondazione, oltre agli ordini di direzione è dotato di un comitato scientifico che sovrintende alla "qualità" e al "valore" scientifico dei materiali pubblicati. Tutti i libri già pubblicati (sin’ora al decimo volume della collana) e quelli che saranno pubblicati sono segnalati dall’abbonamento SBIN.

Notizie su Fondazione MEME

Con atto del Notaio Posteraro Fabio di Cosenza del 19/03/1999 si è costituito l’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo, associazione senza fine di lucro, che opera sul terreno delle attività culturali; della ricerca e dello studio dei fenomeni sociali della Calabria. Da anni mantiene , anche attraverso le sue pubblicazioni, aperto un dibattito sulla " Questione meridionale" letta, oggi, come grande " questione mediterranea".
Con decreto regionale nr. 4094 del 15/04/2002, l’Istituto MeMe è stato iscritto nel Registro regionale delle Associazioni, Fondazioni ed Istituti culturali di cui all’Art. 6 L.R. 16-85
In data 29/05/2002 (Rinnovato successivamente alla scadenza) è stata sottoscritta un Protocollo di intesa tra il MeMe e l’Univcersità della Calabria per la "Progettazione di idee comuni volte alla conoscenza delle tematiche poste dai nuovi flussi migratori provenienti dai paesi del bacino del Mediterraneo".
Con decreto della Regione Calabria n.8 - pubblicato nel BURC n.10 del 16/05/2008 - il Meme è stato riconosciuto Ente con personalità giuridica.
In data 23/11/2010, con atto del Notaio Gisonna Leucio - in presenza della donazione effettuata dall’On. Mario Brunetti a favore del MeMe, il suo patrimonio librario e cartaceo frutto della sua attività di studioso dei problemi del Sud e della attività parlamentare - si è provveduto alla modifica dello statuto, trasformando l’Ente in Fondazione.
Con decreto Regionale del 10/02/2012 - pubblicato nel BURC nr. 6 del 02/04/2012, ha preso atto della trasformazione dello Statuto cosicché, la denominazione è rimasta formalizzata in: "Istituto Mezzogiorno-Mediterraneo (MeMe)" <Fondazione Mario Brunetti>, centro di Cooperazione nazionale e di volontariato civile.
Prendendo spunto dal clamoroso risultato sul terreno storiografico di una ricerca, portata avanti da una equipe coordinata dal presidente del MeMe medesimo, che indica in Plataci (CS), paese di origine albanese di antico insediamento, collocato nell’Alta Calabria Ionica, il luogo di provenienza della famiglia di Antonio Gramsci, dall’anno 2000, sono stati istituiti gli " Itinerari gramsciani" e , in questa località,annualmente si coinvolgono,in dibattiti e convegni di carattere internazionale, oltre che le popolazioni, una vasta area di esperti,di ricercatori, di docenti universitari italiani e stranieri, nella verifica delle ricerche su tematiche teoriche e di attualità.
I materiali vengono annualmente pubblicati nella specifica "Collana dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo".
Il Premio, per allargare l’interesse sui "beni comuni" storico-culturali tra la Calabria e la "Regione mediterranea" si è istituito il "Premio Mediterraneo di Cultura Maria Brunetti" nel 2011. Il Premio medesimo ha vita autonoma, e, tuttavia, si raccorda, come parte organica, alle tematiche oggetto di studio da parte del MeMe.( Altre notizie nella scheda allegata)
L’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo (MeMe), "Fondazione Mario Brunetti" è un tipico Ente senza fini di Lucro che, oltre ai fini statutari indicati nell’Art. 2 che si sintetizza nel punto precedente ha anche il compito di proteggere, curare, gestire, socializzare il vasto patrimonio donato dall’On. Brunetti, in parte catalogato ed in parte da catalogare (soprattutto il materiale riguardante l’attività parlamentare).
Alla fine del lavoro di sistemazione, sarà consultabile un vasto patrimonio librario, registrazioni audio e filmati con particolare riferimento ai problemi del Mezzogiorno. Al materiale parlamentare si aggiunge quel frutto di 5 anni di presenza nel Consiglio d’Europa, nella UEO e nello Osce. Allo stato delle cose il lavoro riguardante l’attività della struttura è del tutto volontario; cosa questa che si spera di superare in tempi ragionevoli.
La fondazione sul terreno logistico ha una sede centrale a Cosenza ( che costituisce anche la sede legale) è concentrata parte del Patrimonio librario e di documenti; una Sede organizzativa a Plataci (il vecchio, storico Municipio ristrutturato) in cui ha sede l’organizzazione degli Itinerari gramsciani. In questa località si svolgono gli annuali Convegni Internazionali. Nella parte sottostane di questo stesso stabile, una vasta sala (ex Archivio Comunale) viene adibita a mostra espositiva dei quadri del "Premio Mediterraneo di pittura - Maria Brunetti" o altre mostre estemporanee che si svolgono nel periodo estivo.
Il Comune di Plataci con cui la collaborazione consolidata partecipa alla realizzazione degli "Itinerari" con la messa a disposizione dello "Sportello linguistico comunale" e, quando necessario il personale per lavori socialmente utili.

Finalità statutarie e ambiti di competenza

La principale caratteristica del MeMe è costituita dalla rigorosa aderenza delle iniziative annuali con lo spirito e i contenuti dello statuto, integrate con le materie contenute nel verbale di trasformazione in "Fondazione" dell’Istituto medesimo.
È utile, come richiesto dal formulario, sintetizzare le finalità statutarie onde evidenziare come le iniziative precedenti e quelle oggetto del presente Bando si sono mosse e si muovono in ambiti di competenza in esse contenute. L’articolo che ne precisa le finalità statutarie è l’Art. 2 dello Statuto:
i processi di globalizzazione in atto impongono la necessità di porre al centro della riflessione il rapporto tra l’Europa e i popoli della "periferia". In questo senso il legame tra Mezzogiorno d’itala e Mediterraneo emerge in tutta la corposa materialità e impone di "ripensare a politiche alternative di sviluppo e operazione in quest’area per sconfiggere il rischio di una organica e permanete subalternità. Punto di partenza in questa prospettiva è l’individuazione di un nuovo modello di cooperazione (europea e italiana) che non può prescindere dall’indagine sulle forme, i mezzi, i meccanismi dello sviluppo per costruire ragioni scambio basate sulle diversità produttive che esistono tra paesi differenti dello stesso bacino del Mediterraneo e sul rispetto dei modelli di vita, dei costumi, delle religioni, delle identità culturali.
In questo quadro appare necessaria l’organizzazione aree regionali integrate che consenta lo stabilirsi di "cerchi di solidarietà" capaci di trasformare le asimmetrie oggi esistenti nel contesto della globalizzazione in nuove simmetrie tra i "molti Sud", mettono in campo le sinergie produttive tra le due sponde del mediterraneo e tra aree specifiche che operino sul potenziamento delle rispettive comunità e mercati locali e regionali.
Dalle cose sin qui dette si evince chiaramente che gli ambiti di competenza della Fondazione sono quelli riguardanti la complessità teorica, sociale, culturale del meridione. Si può dire quindi che:
1) L’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo - Associazione senza fine di lucro - dal 1990, opera in Calabria, con studi e ricerche per mantenere aperta, sui problemi del Mezzogiorno, una riflessione teorica e una proposta pratica che, partendo dalle sue potenzialità economiche,culturali ed ambientali,consenta un rilancio di civilizzazione collettiva. Un’ipotesi di questo genere ha prodotto un progressivo interesse che, annualmente, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie divulgative e comunicative, ha allargato interesse e partecipazione. Questo interesse locale, regionale e nazionale, è sottolineato dall’annuale successo degli "itinerari gramsciani", sede di confronto e di verifica dei risultati delle ricerche. In questa prospettiva il MeMe ha posto come punto di partenza la rielaborazione della "Questione Meridionale" all’interno della quale, l’individuazione dei "beni comuni" nelle zone di progressiva periferizzazione, come rischia di essere la Calabria,può essere la base di idea comune per costruire un nuovo rapporto tra Europa e Mezzogiorno-Mediterraneo .le drammatiche vicende di questi giorni che percorrono il medio oriente e arrivano a noi col loro carico di nuove guerre, nuove contrapposizioni e morti, dimostrano quanto lungimirante fosse l’analisi del MeMe che, da un decennio suggerisce la necessità di una riflessione nuova sul ruolo del mediterraneo, e pone l’urgenza di una nuova cooperazione costruita sulla pace.
All’interno di questo ragionamento e a fronte dei processi di mondializzazione che tendono , non ad unire, ma a selezionare e dividere, la Calabria può resistere e rilanciarsi se colloca i suoi problemi e la sua speranza nella ricerca di una unità più vasta delle aree deboli, ragionando come "Provincia del Mediterraneo". E in questa posizione, con il valore grande della sua cultura e la presenza straordinaria di minoranze che hanno saputo convivere mai contrapposti, la Calabria può giocare un ruolo portatore di pace.
2) Partendo da queste essenziali peculiarità, già in parte esaminate lo scorso anno,nell’edizione 2010 degli "Itinerari gramsciani" ( che è sede annuale della verifica del programma culturale) il MeMe ha elaborato una serie di positive riflessioni col proposito di "ricostruire" la vera storia degli arbëresh per ricollocarla dentro la cultura e l’identità del Mediterraneo costruita nei secoli sulla reciproca tolleranza e il senso del limite. Nel Risorgimento italiano questa minoranza ha avuto un ruolo straordinariamente positivo.
Gli "Itinerari 2012", dunque, si propongono di guardare in avanti rispetto alla prima parte della nostra riflessione per guardare il Risorgimento in controluce, esaminandone, scandagliando punti di ricerca, due aspetti:
- Il primo è che il nostro è stato un Risorgimento senza eroi enfatizzati (o con episodi eroici ignorati) nelle sue oscure aspirazioni, nelle sue disperate speranza;
- Il secondo è che prima del 1860, con l’Unità dopo il 1860, c’è stata una minoranza, quella di origine albanese d’antico insediamento nel Sud, che nelle lotte eroiche ( queste si!) e nelle sconfitte, hanno avuto, nel bene e nel male, uno straordinario ruolo di partecipazione e di direzione degli avvenimenti. Cos’ come hanno svolto un ruolo straordinario attivismo ( diventandone portavoce in Europa) e lottando per l’indipendenza dell’Albania proclamata poi a Valona nel 1912. Per queste ragioni nell’edizione degli "itinerari" dell’anno prossimo, si sta concordando con l’Albania un programma che esamini affinità e differenze tra i due avvenimenti che mettono in luce l’indole libertario di queste minoranze linguistiche la cui presenza ha onorato ed onora l’Italia.
3) Questa prospettiva ha un senso se si individuano, con la ricerca, i "beni" che nel mediterraneo la Calabria può giocare a suo favore. Ve ne sono molti elementi su cui interloquire e ragionare : il terreno culturale e storico( la Magna Grecia ); quello ambientale e la struttura territoriale ( tipologia urbanistica) ; le infrastrutture e le vie del mare, ecc.. ma soprattutto c’è un elemento che costituisce, di fronte ad ogni altra realtà, il punto di forza della Calabria : la presenza delle culture minoritarie e, particolarmente, di quella arbereshe ( più del 5% della popolazione regionale e una presenza massiccia di centinaia di migliaia di esseri usciti dall’Italia nel periodo dell’emigrazione) che può essere un forte tramite per dei rapporti positivi con l’area balcanica e del mediterraneo del Sud (Albania, macedonia, Kosovo, Montenegro, ma anche Grecia, Turchia, ecc.). Ciò può essere il presupposto per costruire condizioni per una iniziativa comune sul terreno economico e culturale.
E’ proprio questa la condizione ottimale per la creazione di un "itinerario turistico-culturale" che può interessare le aree indicate.
4) Partendo da queste essenziali peculiarità, già per alcuni versi esaminate in passate edizioni degli "Itinerari gramsciani" (che è sede annuale della verifica del programma culturale) il MeMe ha elaborato una serie di positive riflessioni col proposito di "ricostruire" la vera storia degli arbëresh per ricollocarla dentro la cultura e l’identità del Mediterraneo costruita nei secoli sulla reciproca tolleranza e il senso del limite. Nel Risorgimento italiano questa minoranza ha avuto un ruolo straordinariamente positivo. L’iniziativa dello scorso anno, che ha avuto un coinvolgimento internazionale , si è limitata, per la sua vastità, al periodo specifico del Risorgimento dal periodo di tempo che va dall’influenza francese al 1860.
In accordo con i Dipartimenti di Filosofia e Linguistica dell’Università della Calabria, si è deciso di affrontare, arricchendola, la tematica nel corso degli "Itinerari gramsciani" del 2011, in occasione del 150° dell’unità d’Italia.
Gli "Itinerari 2011", dunque, si propongono di guardare in avanti rispetto alla prima parte della nostra riflessione per guardare il Risorgimento in controluce, esaminandone, scandagliando punti di ricerca, due aspetti :
- Il primo è che il nostro è stato un Risorgimento senza eroi enfatizzati (o con episodi eroici ignorati) nelle sue oscure aspirazioni, nelle sue disperate speranza;
- Il secondo è che prima del 1860, con l’Unità dopo il 1860, c’è stata una minoranza, quella di origine albanese d’antico insediamento nel Sud, che nelle lotte eroiche ( queste si!) e nelle sconfitte, hanno avuto, nel bene e nel male, uno straordinario ruolo di partecipazione e di direzione degli avvenimenti. Così come hanno svolto un ruolo straordinario attivismo (diventandone portavoce in Europa) e lottando per l’indipendenza dell’Albania proclamata poi a Valona nel 1912. Per queste ragioni nell’edizione degli "itinerari" dell’anno prossimo, si sta concordando con l’Albania un programma che esamini affinità e differenze tra i due avvenimenti che mettono in luce l’indole libertario di queste minoranze linguistiche la cui presenza ha onorato ed onora l’Italia.

  1. Sintesi dei contenuti
  2. Itinerari Gramsciani - XV edizione - 2012
  • Home
  • Chi Siamo
  • Iniziative
  • Itinerari oggi
  • Notizie dal Mondo
  • eShop