Si è già parzialmente dato risposta alle domande poste nelle schede precedenti. Seppure, già dalle notizie fornite si può avere un idea di cosa sia, cosa fa e che finalità si propone il MeMe, tuttavia, nel momento in cui si ritiene utile chiedere maggiori approfondimenti che si evidenziano nella scheda, si può sinteticamente dare le seguenti e ulteriori risposte alle domande del modulario.
Gli "Itinerari gramsciani" sono stati istituiti nel 1999 a conclusione di una ricerca portata avanti da un gruppo di lavoro, coordinato dal Presidente del MeMe, l’On Mario Brunetti, che non solo ha documentato le origini italo-albanese di Antonio Gramsci, ma anche che egli era calabrese( e non Sardo pur essendo nato ad Ales in Sardegna) e, precisamente di Plataci (CS), paese di origine albanese di antico insediamento.
Lo stupore nel mondo intellettuale nazionale fu nell’accertare l’inattesa scoperta; tuttavia, il Biografo di Gramsci non poteva fare altro che prenderne atto e nell’ultimo dei suoi libri - Giuseppe Fiori, "Gramsci attraverso le lettere" - ha formalizzato i dati della ricerca affermando che sui "Gramsci in Calabria si possono trovare notizie e documenti inediti in Mario Brunetti nella Sinistra meridionale" accreditando, dunque, i nuovi dati storiografici.
In questa prima edizione gli "Itinerari gramsciani" sono stati formalizzati con un Convegno Internazionale di Studi in cui hanno partecipato alcuni importanti politici e giornalisti italiani come Bertinotti, Occhetto, Valentino Parlato ecc. che si sono confrontati su elementi teorico-politici sull’contesto descritto in cui è vissuto Gramsci. Su questa piattaforma introdotto dal presidente Brunetti si è innestata la informativa sulla provenienza del ceppo Gramsci che il successivo percorso da Roma alla Sardegna. Erano altresì presenti a quel Convegno alcuni rappresentanti esteri, studiosi del pensiero di Gramsci e della questione meridionale tra cui uno storico albanese e un docente dell’Università di Atene.
L’obbiettivo di quella prima edizione è stata quella di socializzare le nuove notizie sulla origine di Gramsci, cogliendo l’occasione di una prima verifica dei nuovi termini della questione meridionale. Grande è stato il successo di quella iniziativa che si è tenuta a Plataci e che, però, ha coinvolto diverse località del territorio sia sul terreno della preparazione, sia per iniziative specifiche in Comuni diversi tra loro.
Le finalità delle iniziative, come si è accennato erano quelle di ufficializzare l’evento storico, determinando con certezza che la provenienza della famiglia Gramsci era di Plataci dato questo fino a quel momento assolutamente sconosciuto.
Come è possibile comprendere un tipo di Convegno Internazionale di questo respiro, ha coinvolto una struttura organizzativa formata da dirigenti di problematiche in discussione, da un equipe di volontariato, dalla collaborazione sia dello "Sportello linguistico" e dai lavoratori socialmente utili indicati per questi servizi.
La manifestazione finale si è chiusa, come di consueto con una rappresentazione folclorica e di canti popolari arbëresh che hanno coinvolto migliaia di persone presenti.
Gli Atti e i documenti sono stati pubblicati in un numero monografico di Sinistra Meridionale.
Nel quadro generale di impostazione del lavoro, anche in affinità con i contenuti dello statuto dell’ente le iniziative hanno riguardato tutte le indicazioni tematiche di carattere regionale. Per dare una idea dello svolgimento complessivo del lavoro del MeMe richieste al punto 3.2, si riportano, anno per anno i temi dei convegni internazionali tenutisi, prevalentemente nel mese di luglio e i rapporti Enti Pubblici sia calabresi e delle zona dell’Alto Jonio con aree esterne che, comunque, si muovevano dentro le finalità "dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo".
Iniziative precedenti:
1.-Anno 2001. Convegno tenuto a Plataci nel mese di Luglio, ma che era stato preceduto da iniziative preparatorie sul territorio "Il coraggio della coerenza". Una ricerca di interventi parlamentari, inerenti le condizioni del Mezzogiorno e della Calabria. La scelta di questo primo incontro è servito ad affrontare una discussione propedeutica al dibattito sul programma generale di approfondimento della "Nuova questione Meridionale". L’iniziativa si è svolta a luglio ed ha investito il territorio portando, per la prima volta, nel dibattito l’espressione della realtà sociale drammatica.
2.- luglio 2002 "La cultura come risorsa", una sfida di cooperazione transfondaliera tra Calabria e l’Albania per fare delle minoranze linguistiche e delle risorse ambientali una comune potenzialità di sviluppo.
Il tema del Convegno degli "itinerari Gramsciani", tenuto a Plataci il 16 luglio 2002 mirava a creare le condizioni di un impegno di ricerca comune dei beni non commerciabili (esempio acqua, ambiente, ecc.) per attivare un processo di sviluppo sostenibile;
3.- 20 luglio 2003 "Riflessione sul mezzogiorno". Convegno degli "Itinerari gramsciani" su una riflessione complessiva dei problemi del Mezzogiorno, con un approfondimento al suo interno della situazione calabrese. In questo contesto sono state esaminate le forze sociali in campo, evidenziando le gravi condizioni di degrado della zona.
4.- luglio 2004 "Convegno sull’Emergenza Ambientale": un tentativo di coinvolgere paesi dell’area del mediterraneo che hanno problemi comuni e, dunque, la necessità di dar voce a questi problemi attraverso un programma comune in rapporto ad una nuova politica Europea. Una proposta, cioè, tendente ad aprire un confronto con le autorità nazionali ed Europe partendo da una grave condizione di inquinamento ambientale che ha posto il problema delle scorie radioattive, dell’uranio impoverito a seguito delle guerre balcaniche, l’amianto ed altro. Temi questi che hanno coinvolto un numero alto di studiosi della materia sia italiani che albanesi.
5.- luglio 2005 Convegno sulle minoranze linguistiche che si è concluso con la pubblicazione del libro "Dalla negazione al riconoscimento". La condizione giuridica delle minoranze linguistiche". Partendo dalla valutazione della massiccia presenza degli italo-albanesi di antico insediamento in Calabria, si è voluto affrontare una discussione sulle leggi 482/99, mettendo in guardia le autorità locali e internazionali dei rischi dello svuotamento della medesima che, intanto, subisce quotidianamente lesioni e sottovalutazioni.
Queste discussione ha dato l’occasione per una lettura della Costituzione italiana sui temi delle identità, delle guerre, della necessità di porre fermamente la difesa delle identità "altre" come grande fatto di Democrazia.
6. - 22-23 luglio 2006 "Passato e presente". - Identità minoritarie, Mediterraneo, questione meridionale. Questo il tema del Convegno che ha coinvolto il comportamento e il ruolo degli arbëresh nel periodo preunitario e unitario che hanno contribuito all’Unità d’Italia e all’Indipendenza d’Albania. Il tema ha richiamato anche il ruolo del trasformismo nella storia d’Italia che ha creato anche un fenomeno nuovo tra le minoranze: il largo tentativo di cooptazione degli intellettuali attivi nei comuni in cambio dell’abbandono dell’attivismo attorno alla richiesta di difesa della propria identità. È questo il fenomeno più deleterio proprio perché ha indotto questi intellettuali "pagliette" ad abbandonare la strada della rappresentanza popolare in cambio di una casacca governativa.
7. - 21 luglio 2007 "Gli anniversari che ci parlano". Su questo tema il Convegno ha raccolto numerose personalità, politici e forse sociali per discutere di due avvenimenti posti all’attenzione dal MeMe che sono: il decimo anniversario della Fondazione degli "Itinerari gramsciani"; e, il ventesimo anniversario della nascita della rivista "Sinistra Meridionale" straordinariamente importante per un ragionamento sull’attualità del pensiero gramsciano. Un excursus degli avvenimenti, visti dall’ottica gramsciana ha portato ad analizzare errori e conseguenze di linee politiche sbagliate, anche da sinistra che sono state determinanti nell’approfondimento degli squilibri territoriali e, soprattutto, dello squilibrio Nord Sud. Da qui è partita la necessità di rilanciare la questione Meridionale come nuova questione Mediterranea.
8.- luglio 2009 "La memoria cosmopolita del Mediterraneo" è stato il tema posto al centro del dibattito che porta a constatare come oggi essa non può che essere vista in funzione al nuovo ruolo che ha il Mediterraneo per le nuove condizioni geopolitiche Internazionali. Nell’ambito di un discorso di approfondimento di questo genere il mediterraneo è stato visto non come luogo dei miti ma come punto caratterizzante il senso del "limite" delle popolazioni in viaggio su quel mare, spesso divenuto un luogo di morte.
9.- luglio 2010 La tredicesima edizione degli "Itinerari gramsciani" tenutesi nel luglio del 2010 ha discusso su un punto che costituisce elemento di gravità per tutto il Mezzogiorno: una presunta intenzione sull’esistenza di una "emergenza settentrionale". Il tema del Convegno che sintetizzava la materia della discussione era il seguente: "Il passato pesa sul presente". Il tentativo è stato quello di contestare una assurda teoria secondo cui per motivi di indole o biologici il mezzogiorno sarebbe l’ostacolo allo sviluppo del Nord. Conseguentemente c’è chi, valutando senza ragionevolezza storica lo poneva, drammatizzando la situazione del Nord di concentrare ogni risorsa al nord per impedire lo smantellamento industriale. La lettura in contro luce degli eventi storici che hanno caratterizzato la storia d’Italia si è inteso a respingere con dati storici reali che la genesi della questione Meridionale e della nascita dello sviluppo ineguale tra Nord e Sud, scaturisce da come si è fatta l’unità d’Italia e dalla scelta di concentrare tutte le risorse nel Regno Sabaudo per puntare sulla industrializzazione del Nord mentre il Mezzogiorno rapinato veniva ridotto in condizioni neo coloniali. Da qui la necessità di proporre quale elemento programmatico centrale per la quattordicesima e quindicesima edizione degli itinerari una rilettura del risorgimento italiano con un approfondimento del ruolo degli arbëresh. Queste iniziative una organizzazione particolare di coinvolgimento di numerosi paesi della provincia e soprattutto i settori scolastici, curiosi di avere elementi di valutazione su una lettura diversa e del processo unitario nel 150 esimo anniversario dell’Unità, a scapito delle popolazioni del Sud.
10.- luglio 2011 La quattordicesima edizione degli "Itinerari gramsciani", l’ultima in ordine di tempo ha affrontato, dentro il tema generale ("Il Risorgimento una rivoluzione conservatrice"), una analisi critica del processo risorgimentale, analizzando le forze in campo (contadini per la terra, agrari in difesa del latifondo, industriali per il potenziamento del Nord, clero, ecc) per indicare con puntualità storica la genesi della questione meridionale che, lungi dall’essere una palla al piede allo sviluppo del Nord è stato l’agnello sacrificale per lo sviluppo diseguale.
Proprio in questa quattordicesima edizione che riguardava il 150 anniversario dell’Unità d’Italia si è aperta una critica abbastanza aspra, seppure educata con il modo di gestione delle celebrazioni da parte del Presidente della Repubblica col quale, soprattutto in merito allo stravolgimento storico degli eventi risorgimentali contenuti nel suo libro "Una e indivisibile", che fa scendere il silenzio sulla concezione gramsciana del Risorgimento.
Altre Informazioni
a- La finalità storico-culturale degli eventi, legati da un filo comune che è quello di introdurre saperi e conoscenze in zone periferiche per evidenziare che solo la cultura può rompere le catene della emarginazione, è che, partendo da una rilettura della questione meridionale in rapporto al mediterraneo, si è inteso riproporre un dibattito sul Mezzogiorno che costituisce il paradigma della crisi della mondializzazione capitalistica (le attuali vicende mondiali, ne sono solo un esempio). Questo sforzo ha ottenuto risultati sorprendenti nel tempo: la conoscenza delle tematiche in discussione annualmente hanno superato i confini non solo della Calabria ma dell’Italia e, soprattutto nel mondo scientifico, queste tematiche sono diventate oggetto di studio nelle Università;
b- I contenuti delle iniziative annuali sono del tutto evidenti: la verifica dei dati reali dello squilibrio Nord Sud e le prospettive del mezzogiorno diventano sempre più drammatiche. All’interno dello stesso Sud le sorti della Calabria, costituiscono il punto di limite di disgregazione culturale economica e sociale;
c- Tutte le manifestazioni degli Itinerari che hanno avuto al centro ogni anno un Convegno Internazionale di verifica sulle tematiche in approfondimento, hanno coinvolto gruppi di ricercatori di studenti universitari di esperti che si sono volontariamente e convintamente collegati alla ricerca.
d- Tutte le manifestazioni scientifiche sono state accompagnate da iniziative a latere, che hanno coinvolto artisti cantautori in manifestazioni folkloristiche e popolari a ciò si aggiunge spesso la proiezione di film, il più possibile attinenti alle materie in discussione e documentari che riguardavano le origini arbëreshe della comunità.
e- È questo elemento che ha allargato al manifestazione a livello territoriale con la partecipazione alle iniziative ai paesi di origine albanese dell’area del pollino.
f- La manifestazione principale si è sempre tenuta nel mese di luglio a Plataci. Tuttavia essa esclusi i primi tre anni si è andata decentrando sul territorio e mole iniziative preparatorie della manifestazione centrale si sono decentrate con dibattiti su temi specifici delle realtà locali (quali il lavoro, i giovani, la storia locale) tanto per fare un esempio si possono ricordare iniziative di estrema importanza fatte a Lungro, Torano Castello, Villapiana lido, Villapiana centro ed altre. In buona sostanza si può dire che gli "Itinerari gramsciani" hanno, ormai, esteso la loro influenza sul territorio, creando una sorta di rete che unisce parte dei paesi della Provincia di Cosenza in un circuito virtuoso consolidato dal collegamento via internet con ogni parte d’Italia e con altri circoli culturali che operano sul territorio nazionale ed in Albania.
Questo lavoro di fruttuoso collegamento fra le varie realtà e che mobilita per alcuni mesi numerosi interessati, ha avuto un potenziamento forte a livello locale e in rapporto con i paesi balcanici, con la costituzione del "Premio Mediterraneo di Pittura - Maria Brunetti", istituito nel 2011 e che ha suscitato interesse in quest’area.
Il lavoro di queste varie iniziative dura almeno 6 mesi (concentrato soprattutto nel mese di aprile - maggio - giugno - luglio) e si concludono con l’iniziativa finale della seconda decade di Luglio a Plataci.