Sintesi dei contenuti

L’obbiettivo che l’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo in questa 15° edizione degli Itinerari gramsciani, è quella di scandagliare, ai fini di una proposta di intervento culturale e turistico i nuovi termini della "Questione meridionale" in rapporto alla nuova collocazione geopolitica del Mediterraneo. Conseguentemente, indagare le potenzialità economiche, politiche, culturali ed ambientali nella prospettiva di un comune interesse di civilizzazione collettiva e di pace sociale in quest’area. In continuità con lo sforzo che su questo terreno il MeMe sta producendo dalla sua nascita coinvolgendo Istituzioni (compresa la Regione Calabria), uomini di cultura, Università, esperti delle materie messe a confronto nei Convegni Internazionali, intende affrontare una discussione sulle forze sociali, i flussi migratori, le potenzialità turistiche per la costituzione di un circuito di movimento che consenta ad uomini e popoli di conoscersi meglio e lavorare assieme. La Regione Calabria, parte importante del Mezzogiorno più attigua a questo mare ha grande interesse ad iniziative di questo genere, tanto più che - volendo fare qualche esempio - le nostre Università, anche logisticamente possono essere prese come punto di riferimento di una vasta area del mondo che si affaccia sul Mediterraneo; col un'altra aggiunta che, soprattutto con il forte interesse verso il nostro paese di nazioni come la Macedonia, il Kossovo, il Montenegro e l’Albania in accelerato sviluppo sul terreno turistico la Calabria può avere interesse a realizzare iniziative comuni di sviluppo.
Il MeMe ritiene che questa impostazione può realizzarsi più facilmente che per altre zone, in quanto la presenza di un vasto numero di cittadini di origine albanese di antico insediamento, assieme alla regione in cui vivono, ossia la Calabria, possono essere "cerniera" tra regione e quelle nuove realtà. Vi sono due elementi che agevolano questo discorso di carattere culturale: il primo è la base linguistica che unisce gli arbëresh con i paesi albanesi dell’area balcanica; il secondo investe il ruolo che gli stessi arbëresh hanno avuto sia nella lotta per la Costituzione dell’Unità d’Italia, che per l’appoggio dato, - diventando essi portavoce di questa rivendicazione nei paesi più sensibili d’Europa, - per la proclamazione dell’Indipendenza dell’Albania avvenuta nel 1912. Questi valori positivi, che accreditano gli arbëresh come portatori di unità e mai di divisione, possono essere favorevolmente giocati, da una parte, dalla Regione Calabria per un grande obiettivo di valorizzazione turistica - culturale; dall’altra, a livello nazionale, questo spirito unitario può essere utilizzato per la costruzione di una idea di pace in un area permanentemente inquieta.
Il grande successo dei dibattiti alla 14°edizione degli "Itinerari gramsciani" dello scorso anno, i cui lavori sono stati - come avviene annualmente - raccolti in un libro hanno socializzato notizie inedite sul ruolo degli arbëresh nella fase pre-unitaria e unitaria suscitando forte interesse a livello culturale e nel mondo universitario soprattutto in alcune Università che di questa materia ne hanno fatto successivo approfondimento. È proprio questo successo che ha indotto l’Istituto MeMe ad allargare l’iniziativa per valutare più complessivamente il ruolo di questa minoranza in rapporto al paese di provenienza. Da qui il tema sui "Due Risorgimenti" che non è una parola d’ordine fine a se stessa, ma vuole essere occasione per un coinvolgimento di studiosi ricercatori, uomini provenienti dai movimenti sociali per potere, partendo dalla conoscenza della storia, proporre una via di uscita alla disperante disoccupazione giovanile che, nel Sud, rischia sbocchi avventuristici. La edizione di quest’anno, a parte il tema generale e il tentativo di portare a sintesi un ragionamento iniziato da tempo da mettere a disposizione delle Istituzioni (in primo luogo la Regione) assume grande interesse per la presenza di intellettuali provenienti da ogni dove, che possono contribuire a formalizzare una proposta concreta, intellettuali di elevato livello che saranno presenti dimostrano quanto sia grande l’interesse di questa iniziativa (Itinerari gramsciani) che porta avanti il MeMe, anche con mille difficoltà e che da grande prestigio all’attività culturale della Regione Calabria.
Per di più, l’istituzione del "Premio Mediterraneo di Pittura Maria Brunetti", quest’anno alla seconda edizione, che è parte organica degli Itinerari gramsciani, ha creato un fortissimo interesse tra gli artisti calabresi e quelli dei paesi balcanici, condizione questa perché si inizi, anche attraverso il linguaggio della pittura, un discorso rappresentativo della realtà sociale e culturale delle due aree. Nel corso degli "Itinerari", oltre a premiare il vincitore della gara che sarà indetta pubblicamente, è in programma anche un altro avvenimento che ha suscitato interesse tra le popolazioni di entrambe le località. Il gemellaggio tra il Comune di Plataci, sede degli Itinerari gramsciani e luogo di nascita dei familiari di Antonio Gramsci e la città di Gramsh al Sud-Est dell’Albania da cui proveniva il ceppo Gamsci, emigrando dopo la morte di Scanderbeg e la rioccupazione dell’Albania da parte degli ottomani. Tutti gli atti delle iniziative saranno pubblicati nella "collana dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo" come 15° testo.