La condizione giuridica ...LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE - Esame antologico di un diritto negato - 1985
(£ 12.000 - 175 pag.)
Autore: Caterina Brunetti
Editore: Edizioni Vatra
Presentazione:

Il problema delle minoranze linguistiche costituisce, oggi, un importante terreno di lavoro e di riflessione per le caratteristiche nuove che esso pone ed il dibattito che apre in termini generali.
La ricca presenza di realtà minoritarie nel nostro paese, per lungo tempo taciuta e sottovalutata - anche nell'Italia post-fascista, nonostante le solenni proclamazioni contenute negli artt. 3 e 5 della Costituzione che vietano le discriminazioni e prevedono una tutela positiva delle minoranze - non può più essere trascurata per il grande fermento che affiora in questa realtà e per la forte spinta di identificazione culturale che da essa promana.
Si impone una rilettura della Costituzione italiana nel momento in cui l'applicazione del suo art. 6 viene fortemente rivendicato dalle popolazioni interessate; applicazione non solo riferita al gruppo sud-tirolese, ladino-dolomitico, valdostano e sloveno, ma anche e soprattutto se riferita alle minoranze «interne» senza nessuna tutela: per un verso le minoranze albanese, catalana, greca, provenzale, serbo-croata, ecc. e, per un altro, i gruppi friulano e sardo.
Lo sforzo di questo lavoro sarà, appunto, teso non solo ad identificare per come essa è, la condizione giuridica delle minoranze etniche, ma anche a portare un contributo di ricerca e di rivisitazione del materiale esistente sul problema, in un momento particolarmente delicato del destino delle minoranze, che, può essere definito, forse, di «svolta », essendosi aperta nella Commissione Affari Costituzionale della Camera, la discussione sui progetti di legge nazionale di tutela.
L'auspicata utilità di questa pubblicazione si fonda, a nostro avviso, su una disamina, sia pure sintetica, delle tappe più significative che hanno caratterizzato la discussione giuridico-istituzionale sull'argomento cercando di individuare, nella documentazione e nella bibliografia esistente sul problema generale le basi di successivi studi ed approfondimenti, nel tentativo di apportare a sostegno della tematica complessiva, un contributo specifico riferito alla minoranza albanese, che è la più significativa fra quelle interne.
Il proposito di ricerca che sta alla base di questo libro, non può non partire da una preliminare lettura del concetto di «minoranza », cui le interpretazioni giuridiche attribuiscono due significati:
il primo è correlato alle modalità con cui un organo deliberante esprime, attraverso il voto, il suo parere. Si può parlare, in questo caso, di una «maggioranza» e di una «minoranza» occasionali;
il secondo concerne le contrapposizioni intercorrenti tra diversi gruppi sociali che determinano l'impossibilità per quelli più deboli di esercitare legittimi diritti politici, non avendo un formale riconoscimento della propria identità culturale. Si può parlare, in questo caso, di «minoranze tendenzialmente permanenti». In questo gruppo può essere collocata, tra altre, la problematica delle minoranze «etnico-linguistiche».
Tra i due gruppi esiste una sostanziale disparità nell'ordinamento giuridico ed una marcata e sostanziale carenza legislativa sul problema della tutela dei gruppi di minoranza, dovuta anche ai ritardi nell'emanazione di norme di attuazione di provvedimenti legislativi, indicati dall'art. 6 della Costituzione.
Questa disparità è maggiormente evidenziata se si tiene conto che il problema della tutela si è posto solo per singole minoranze, soprattutto di confine e comprese in Regioni a statuto speciale.
D innanzi a questo quadro sulla situazione delle minoranze, nasce la necessità di compiere uno sforzo di ricerca per tentare di definire puntualmente le condizioni dei gruppi linguistici minoritari della Repubblica italiana, per proporre soluzioni concrete.
La presente ricerca, con questi obiettivi, si articolerà su due piani:
il primo, riguarda la definizione di una «mappa delle minoranze» per fotografare la presenza di gruppi alloglotti, e per coglierne sinteticamente i processi dinamici cui sono stati e sono soggetti i medesimi.
il secondo tiene conto non solo dell'ordinamento giuridico relativo alle minoranze, ma anche di progetti di legge e delle iniziative prodotte da forze politiche e associazioni culturali, in rapporto alla questione delle medesime. A questo proposito va rilevato come, su questo terreno, non esista solo ritardo delle istituzioni statali, ma una difficoltà di movimento anche per forze organizzate politicamente che, spesso, mostrano di non riuscire ad addentrarsi nelle pieghe della società, sottovalutando spesso settori sociali importanti e loro istanze fondamentali. Eppure, la presenza di nuove istituzioni come le Regioni, in un'azione concertata con il Parlamento e gli enti locali, avrebbe potuto dare altri risultati.