Collana Meme 2005EMERGENZA AMBIENTE - Nuova frontiera nella "Regione Mediterranea" - 2005
(ISBN 978-88-907177-4-4 - A cura di Mario Brunetti - € 08,00 - 99 pag.)
AutoriM. Brunetti - D. Collazzo - M. Covello - E. Cribari - G. Fabris - R. Musacchio - M. Nano - F. Piperno - G. Pittella - M. Scalia - G. Schettini - C.D. Signorelli - P. Stamati - P. Xhufi
Editore: Istituto Mezzogiorno Mediterraneo - Rubettino
Presentazione:

Con la raccolta, in questo volume, degli atti del Convegno Internazionale tenutosi a Plataci il 18 luglio 2004, prosegue lo sforzo di ricerca dell'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo su tematiche che collocano, in un rapporto dialogico il Meridione d'Italia con l'area del Mediterraneo. È questo, del resto, il filone storicamente determinato del nostro impegno che, quest'anno, ci ha portato a richiamare l'attenzione su un tema di incalzante attualità: l'emergenza ambientale nel Mediterraneo.
Il dibattito ha cercato di coniugare la realtà locale con quella generale che coinvolge "i tanti Sud" dell'area del Mediterraneo ed evidenzia il comune destino di pattumiera delle aree marginate loro assegnato dalla costruzione dell'Europa dei mercanti. La straordinaria lotta del popolo di Scanzano, contro la discarica, la rivolta in Albania per le stesse ragioni, le allarmanti notizie sullo scandaloso traffico di fusti contenenti scorie radioattive nel centro della Trisaia, le morti per l'uranio impoverito usato nelle guerre balcaniche, il ruolo della criminalità organizzata e delle ecomafie che, sull'economia illegale dello smaltimento clandestino dei rifiuti nocivi, lucrano il 34% del PIL planetario; tutto ciò impone una presa di coscienza collettiva ed una risposta.
La violenza della globalizzazione liberista che, con la sua sfrenata corsa al profitto, traduce tutto in moneta sonante, toglie il sangue e l'anima alla popolazione del Sud e di "tutti i Sud", che la concezione carolingia dell 'Europa produce proprio perché i processi di globalizzazione operano esclusioni e separazioni. Per il Mezzogiorno d'Italia e le altre aree deboli che si affacciano sul Mediterraneo si impone l'opzione di un modello originale e autonomo di civilizzazione retto da un'idea che ridefinisca quell'ambito di "beni comuni" da salvaguardare in cui ambiente, acqua, energia, biodiversità, culture e religioni diverse non siano più considerate merci monetizzabili perché costituiscono la base stessa su cui costruire un'alternativa. Una prospettiva, dunque, che abbia al suo centro l'ambiente, il lavoro e la produzione di beni relazionali significa capacità di riprendersi collettivamente la parola per aprire assieme una scommessa sul futuro.
L'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo ha voluto contribuire, nella Settima edizione degli "Itinerari Gramsciani", a questo sforzo di analisi, suonando il campanello di allarme sulla grave emergenza ambientale che rischia di trasformare il Mediterraneo da mare di incontri con una sua specifica "identità", a mare di sepolti vivi dalle macerie delle guerre, dei terremoti, dell'inquinamento ambientale e dei naufragi.