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Itinerari Gramsciani - XVI edizione - 2013

Invito 2013Cosenza - Sala degli specchi della Provincia
con l'intervento di Fausto Bertinotti (autore della prefazione)
17 luglio 2013 Ore 18:00

Plataci 20 luglio 2013

ManifestoPresentazione del nuovo libro di Mario Brunetti:

"La sinistra perduta" 
(cedola di prenotazione)

...Il valore particolare di questo libro è il rapporto, la relazione stretta, tra la pratica sociale e politica del protagonista e l’impegnata ricostruzione critica dei passaggi che hanno segnato la sinistra in Italia. è la storia originale di un intellettuale militante, eretico e “fuori dal coro”, che ha il merito di riportare alla luce una vicenda, niente affatto trascurabile, quella del socialismo di sinistra e rivoluzionario: una scelta culturale e politica, senza numi tutelari. Brunetti riannoda questa presenza con una componente del PSIUP e, al suo scioglimento, ne marca attivamente l’esistenza, attraversando rotture e unificazioni, nelle formazioni della nuova sinistra di classe, fino a Rifondazione Comunista che è stato il partito delle maggiori novità e delle speranze deluse.
L’autore del libro richiama all’attenzione un “eresia”: la corrente del socialismo libertario, storicorivoluzionario con tendenza per il comunismo, ma non appartenente alla storia dei partiti comunisti.
Una vicenda certamente interessante che, dentro l’attuale Caporetto della sinistra italiana, dovrebbe spingere alla curiosità. Varrebbe la pena di farne tesoro....

La sinistra perduta"Il tentativo di questo racconto è quello di leggere criticamente gli avvenimenti del passato, con l’obiettivo di documentare che è esistita «un’altra politica», un’altra storia, per la quale abbiamo investito le nostre passioni ed ora dobbiamo costatare di averla «perduta», travolta dalla tempesta del riformismo ed inghiottita dalle sabbie mobili del trasformismo. Occorre individuare gli errori commessi, valutarne le cause con audacia e coraggio nella ricerca e nell’elaborazione e, poi, riprendere il cammino per ritrovare un senso al nostro impegno e ridare un’anima alla sinistra.
È questo il difficile cimento. Ma bisogna tentare e ritentare..."


Programma Organizzazione Patrocinio

Programma

Mercoledì 17 - Apertura delle manifestazioni:

Ore 12.30 - visita dell'On. Bertinotti a Plataci ed inaugurazione della "Mostra mediterranea di Pittura - Maria Brunetti" (III edizione)

Esposizione Prof. Gianni MAZZEI

Ore 18.00 - Cosenza - Salone degli specchi della Provincia
Presentazione del libro di Mario Brunetti "La sinistra perduta"

Ne discutono:

On.Mario OLIVERIO
On. Rosario OLIVO
On. Giacomo SCHETTINI
Dott. Francesca CORIGLIANO

con Fausto BERTINOTTI

Sabato 20, Plataci - Sala Gramsciana Prima sessione Ore 10.00

Convegno internazionale: PARCO CULTURALE JONIO-MEDITERRANEO

> Un' ipotesi di nuova cooperazione nel Mediterraneo, partendo dal gemellaggio tra Plataci (paese di origine del ceppo Gramsci) e Gramsh in Albania (paese di emigrazione della famiglia Gramsci a metà del XV. Sec)
Una ipotesi/progetto dell'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo - Fondazione Brunetti:

Relatore:
Arch. Rocco PANGARO – Resp. Comitato Scientifico Meme

Interventi:

Dott.Dritan BICI – Sindaco di Gramsh
Avv. Francesco TURSI – Sindaco di Plataci
Prof. Franco ALTIMARI – Direttore del Dip. Linguistica Unical
On. Mimmo PAPPATERRA – Presidente Parco del Pollino

Sabato 20, Plataci - Seconda sessione Ore 17.30

> Presentazione dei libri di: Carmine Abate (La collina del vento); Mario Brunetti (La sinistra perduta); Alfred Uçi (Da un secolo all'altro) Autori Vari (Res Albanicae);

Intervengono:

Prof. Gianni MAZZEI  – Relatore
Prof. Franco ALTIMARI
Prof. Matteo MANDALA'
Prof. Pino SICLARI
Prof. Alfred UÇI

 

sarà presente l'Ambasciatore della Repubblica d'Albania in Italia S.E. Neritan CEKA

Alla fine della manifestazione sarà costituito un Comitato Nazionale per la difesa della legge 482/99 gravemente aggredita nelle sue finalità.

Organizzazione

Segreteria Organizzativa

Istituto MeMe - Cosenza
Tel. 335-480652 // 333-546913 // 0984-38374
Segreteria del Convegno: Sportello Linguistico - Plataci 0981-54011
E-
mail: istitutomeme@istitutomeme.it

Rif.: Comune di Plataci - Sandra Smilari 0981-54011 Fax: 0981-54100

Le ragioni di questa scelta programmatica

a cura di Caterina DRAMISINO
Il programma merita qualche elemento di chiarimento per la comprensione collettiva. Non è un caso se la scelta di questi argomenti che, essendo formalmente diversi possono apparire frastagliati. Essi, invece, hanno una rigorosa organicità di impostazione e convergono ad un unico ragionamento che vogliamo portare avanti nel Convegno del 20 luglio; per questo è utile dare qualche elemento di lettura all'impostazione.
L'apertura degli "Itinerari gramsciani 2013" con la presentazione, in anteprima nazionale con Fausto Bertinotti del Volume di Mario Brunetti, "La sinistra perduta" ha un valore fondamentale, proprio perché, uno dei punti centrali di elaborazione che emerge dal libro è la interpretazione della "Questione meridionale" come grande "Questione mediterranea"; la proposta che sta dentro alla prima sessione scientifica nelle manifestazioni del 20 luglio è quella di costituire un esempio concreto di nuova cooperazione nel Mediterraneo, partendo dalla specificità dei paesi di origine albanese in Calabria che, soprattutto dopo la morte Scanderbeg partirono dall'Albania per approdare sulle coste italiane. In questa ondata migratoria, partendo dalla città di Gramsh la famiglia originaria di Antonio Gramsci arriva in Calabria e si insedia nel Comune allora spopolato di Plataci da cui nei secoli successivi si frastaglia in vari rivoli tra cui quello che ha portato il padre di Antonio Gramsci in Sardegna come vincitore di concorso all'Ufficio delle imposte. È questa storia documentata dalla ricerca portata avanti da un gruppo di studiosi coordinati da Brunetti che, in un periodo successivo, collegandosi con studiosi locali di Gramsh ha completato la ricerca, individuando la zona di partenza della famiglia Gramsci.
Il MeMe – "Fondazione Brunetti" -, partendo da questo grande "bene comune" di questi due paesi, Plataci e Gramsh, intende sottoporre una idea progetto che coinvolga in un'unica prospettiva di sviluppo le due località collocate nelle zone interne. C'è un nesso fortissimo tra la proposta della "nuova Questione meridionale" come "Questione mediterranea" con il tentativo della elaborazione di un'esperienza specifica di due "zone deboli" che si affacciano su quell'area. L'esperienza storica che segnala la vocazione unitaria degli arbëresh, può essere un elemento legittimato ad interloquire positivamente anche con gli altri popoli della stessa matrice linguistica nei Balcani, collocandosi come esempio portatore di una cultura mediterranea che conosce non le divisioni, ma il "senso del limite" e la contaminazione di culture diverse.
Il terzo elemento che si collega ai due ragionamenti precedenti è costituito dalla presentazione, nella seconda sessione scientifica, di quattro testi di autori di origine albanese (Brunetti, Abate, Mandalà/Altimari, Uçi), che hanno in comune non solo la matrice culturale e linguistica, ma assumono un valore essenziale in un momento fortemente critico della vita delle comunità minoritarie compresa quella di origine albanese. È in atto, infatti, una doppia evenienza negativa che si scarica sulla comunità arbëreshe: da una parte, la insipienza delle classi politiche regionali, ma anche di una componente stessa degli arbëresh, di considerare la legge 482/99 - che avrebbe dovuto costituire il "top " dei provvedimenti in difesa della comunità - , una sorta di strumento clientelare da scambiare nel sottobosco politico; e, dall'altra, un attacco durissimo che proviene dal di dentro stesso delle strutture burocratiche dello Stato che puntano allo smantellamento della legge medesima. Non nasconde le sue mire para-fasciste un funzionario del MIUR regionale che dichiara apertamente di volere ridimensionare sino alla cancellazione gli effetti di una legge che, secondo lui, non avrebbe senso.
È del tutto evidente che, senza la difesa e il rilancio della legge 482/99, nessuna operazione di collaborazione possono proporre i Comuni di origine albanese e gli stessi arbëresh complessivamente intesi come comunità. Per questa ragione, la terza fase del Convegno mira a lanciare una idea di difesa della legge, che passa attraverso la costituzione di un "comitato di difesa della 482/99" da costituire a livello nazionale.
Ultimo elemento che lega complessivamente il ragionamento, è costituito dalla proposta di una sottoscrizione volontaria per istallare, in due piazze importanti di Plataci e di Gramsh, un busto di Antonio Gramsci.
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Ipotesi di progetto di cooperazione

a cura di Rocco PANGARO
Il Mediterraneo costituisce, nella sua complessità geopolitica, un laboratorio ideale per sperimentare nuove traiettorie di cooperazione che riescano ad innescare schemi in favore di una rinnovata tradizione culturale e civile con i presupposti etici ed intellettuali in grado di esaltare un processo innovativo di scambio e di integrazione che possa concorrere alla crescita democratica delle nuove generazioni.
Obiettivo principale è quello di riuscire a far crescere una società multietnica e multiculturale che pone a base della propria azione un sicuro dialogo propositivo fondato sulla condivisione di processi storici ed antropologici, quale ulteriore approfondimento di un'identità comune propria della comune origine arbëresh e shqiptare.
L'avvenuto gemellaggio fra Gramsh e Plataci, avviato nel mese di luglio 2012, diventa, perciò, l'occasione per esplorare insieme ogni occasione di evoluzione culturale quale paradigma per lo sviluppo socio economico comune, secondo un costante processo di mediazione che possa favorire la coesione di elementi culturali ed umani differenti, all'interno della medesima società anche per mezzo della conoscenza storica e antropologica, sicuro tramite di un dialogo costruttivo.
A tal fine, quindi, le due comunità joniche di Gramsh e Plataci, ritengono indispensabile la creazione di rapporto permanente di scambi e di esperienze che affronti i problemi comuni, arrivando a conoscerne e valorizzarne le radici remote e recenti, per partecipare attivamente alla fase di sviluppo di una regione Jonica e Mediterranea aperta all'integrazione umana e culturale e disponibile alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.  >>> guarda la SCHEDA-PROGETTO

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